~ House Of Rising Sun }

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Wakaremichi
view post Posted on 24/10/2009, 19:42Quote
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Il mio Angelo è rosso, rosso come il sangue.

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 16/12/2009, 15:54


Ti ho amata tantissimo, ma è tempo di dividersi.
Da ora in poi devo vivere da solo.
Non piangerò più.


Le strade si riempivano di persone, le luci illuminavano le piazze, le vetrine dei negozi addobbate , il Natale stava arrivando.
‘scusa il ritardo!’ disse, una voce gentile e allegra, grandi occhi blu celesti e lunghi capelli biondi. Come al solito era vestita di bianco, come la nevicata che continuava (allora) incessantemente da una settimana, raramente la vidi vestire altri colori, ma la sua bellezza rimaneva la stessa.
‘Hey? Non fare così! Ho chiesto scusa!’ continuò quella ragazza, evidentemente rimasi in silenzio a fissarla, come al solito.
‘…uh… non ti preoccupare, non è da molto che aspetto’ che stupida bugia, Arrivai si e no due ore prima. Alzai lo sguardo verso il cielo, nonostante tutta la città fosse completamente illuminata, riuscii a vedere ancora tante belle stelle illuminare quella notte, sorrisi.
‘Allora?? Mi stai ascoltando?? Svegliaaa!’ sussultai leggermente, ero di nuovo nei miei pensieri e non mi resi conto che mi stava parlando, scossi la testa.
‘Dicevi??’ domandai, sorridendo.
‘Alla buon ora!’ ridacchiò leggermente la ragazza con una mano davanti alla bocca.
‘Ti stavo dicendo che sei semplicemente divino con questi abiti! Ti stanno davvero bene, sembrano fatti su misura!’ continuò osservandomi meglio.
Bè… ad essere sinceri, non mi sono preoccupato molto per quello che dovevo indossare, avevo un maglione scuro a collo alto, ma aderente, dei pantaloni neri in tinta con un lungo giaccone e una sciarpa.
‘Lo dici ogni volta, Roxanne…’ rispondo, Roxanne… mi faceva sempre fatto uno strano effetto chiamarla per nome. Non chiedetemi il perché.
‘Forse perché sei sempre divino, no?’ dicendo così mi afferrò una mano e iniziò a trascinarmi con la sua solita allegria per non si sa quanti negozi. Abbigliamenti, arredamento, gioielleria, oggettistica davvero bizzarra… mi accorsi che era più vivace del solito, sarà stata forse l’atmosfera natalizia che girava, le è sempre piaciuto il Natale, a differenza di me che preferivo passarlo a letto a dormire. Certo.. trovarsi in una città con -10 gradi, faceva passare a chiunque la voglia di gironzolare la mattina o la sera. La osservai mentre estasiata entrava in un negozio di dolciumi e ne esciva con una piccola busta piena di.. tanti e tanti dolcetti. Risi, notando la sua espressione simile a quella di una bambina che riceveva il giocattolo più bello al mondo. Imbronciò lo sguardo e io risi ancor di più, divertito dal suo comportamento così infantile ma al tempo stesso dolce, ed ecco, parlando di dolce, che mi ritrovai una barretta di cioccolato infilata in bocca, la cacciai fuori sorpreso e la guardai, ora era lei a ridere.
Scossi la testa e afferrai la busta che aveva in mano carezzandole il capo o meglio, arruffandole i capelli, e avendo come risposta uno sbuffo. Le riafferrai la mano, a differenza della mia, la sua durante l’inverno era sempre fredda nonostante portasse dei guanti. Passeggiammo per parecchio tempo alternando lunghe chiacchiere ad altrettanto lunghi silenzi, in quell’asso di tempo Roxanne finì quasi del tutto la sua busta di dolciumi. Le dissi più volte di smettere per evitare un mal di pancia, ma lei non mi ascoltò, erano rare le volte che mi ascoltava in quei casi.. nonostante avessi ragione e nonostante lei lo sapesse.
Ci fermammo in una piazza mentre alcuni giocolieri iniziavano il loro piccolo show. Roxanne iniziò allora ad usarmi come coperta, notando l’ulteriore abbassamento di temperatura, ma non volle andarsene, volle invece finire di vedere il piccolo spettacolino che avevano preparato. Il giocoliere, il clown, le subrette.. il ragazzo sputa-fuoco. Si è sempre preoccupata Roxanne per i ragazzi sputa-fuoco, non capiva come facevano a non farsi male ed era sempre tesa quando ne vedeva uno, anche quel giorno lo fu e devo dire che mi divertii a prenderla un pochino in giro, forse il mio subconscio voleva cercare di sdrammatizzare il momento e quindi levare da quegl’occhi quella preoccupazione.
Quando lo spettacolo finì, iniziammo un'altra lunga passeggiata, ma fummo costretti ad un piccolo break alla fine, comunemente chiamata “cena” oh si, era tardi, ed entrambi avevamo fame, nonostante Roxanne si fosse riempita di schifezze qualche ora prima. Ordinammo il primo, poi il secondo, il terzo ed infine il dessert. Non appena finii di bere il mio caffè, guardai l’orologio, erano le due, mi sbrigai quindi a pagare ed uscimmo dal ristorante. La convinsi a tornare a casa dato l’orario e l’accompagnai fino al cancello della sua abitazione.
Mi invitò ad entrare dicendomi che per quel giorno potevo dormire da lei visto che casa mia era praticamente dalla parte opposta, ma scuoto la testa rispondendole di no, e che non si doveva preoccupare.
Alla fine si arrese dicendo che non ci poteva fare nulla con un testardo come me, sorrisi a quel punto e gli accarezzai una guancia, mi avvicinai al suo viso e notai un leggero rossore, feci finta di niente, sapendo come avrebbe reagito. Mi avvicinai ulteriormente al suo viso fino a quando non percepii il contatto delle nostre labbra. Non chiesi di più, per me era come un libro aperto e sapevo che era meglio finirla lì. Mi allontanai da lei e la salutai con un gesto della mano aggiungendo un semplice ‘sogni d’oro, Roxanne’ ricambiò dolcemente la ragazza e la seguii con lo sguardo fino a quando non la vidi scomparire dietro la porta.

Mi dispiace.
Sono stato stupido a pensare
che avremmo potuto sorridere fino alla fine
Ogni pensiero si tramutava in voglia di piangere.



A quel punto mi diressi verso la mia casa ripercorrendo quelle strade che fino a qualche minuto prima furono state calpestate non solo da me e da Roxanne, ma anche da tanti altri.
Quando furono le 2.40 mi accorsi di essere quasi arrivato a casa, sbadigliai, stanco, ma nell’attimo seguente mi pietrificai. Ripresi, dopo qualche secondo il pieno controllo delle mie facoltà mentali e mi voltai indietro, perplesso.
Nonostante in quella strada non ci fosse nessuno, ero sicuro di aver visto un giovane ragazzo, più piccolo di me di 5-6 anni all’incirca, assomigliava terribilmente alla ragazza che era stata con me per tutta la serata. Scossi la testa, perplesso, all’inizio lo scambiai per Roxanne, però, quando ci riflettei su, mi accorsi che non era affatto lei e che dopotutto era praticamente impossibile incontrarla lì.
Mi grattai il capo, ancora più perplesso, ma decisi di lasciar perdere, poteva essere una allucinazione a causa del sonno, o a causa del vino. Possibile no?
Entrai a casa e salii le scale nel completo buio, una volta arrivato nella mia camera da letto, accesi la luce e iniziai a svestirmi, sbadigliando ancora.
Quando fui pronto, spensi la luce e mi sdraiai mettendomi per bene sotto le coperte e chiusi gli occhi, il sonno mi riempì qualche minuto dopo.

Comunque , ci vediamo, stammi bene.
Non dimenticherò mai
Comunque, ci rincontreremo , vero?
è una promessa, uniremo le nostre piccole dita in un figura unica


Oggi


Apro gli occhi e osservo il soffitto di una camera da letto, poggio una mano sul mio viso e un solo pensiero mi passa per la testa. Scuoto la testa e mi volto verso la persona che occupa il letto insieme a me. Sgrano gli occhi. Capelli biondi, occhi azzurri, viso dolce. Mi mordo il labbro inferiore e mi volto dalla parte opposta.

Tu, come ti ho amata, diventi una memoria preziosa.
é solitario come il punto di morte, la tua voce non lascerà la mia mente



Sospiro, e penso che sia ingiusto tutto questo, osservo l’orario all’orologio, le 6.00, sbuffo e mi alzo dal letto, cercando di non svegliare la persona affianco a me, mi dirigo in bagno e mi lavo la faccia, alzo lo sguardo e incontro il mio riflesso allo specchio.
Capelli rossi come il fuoco, occhi verde smeraldo, due lacrime capovolte sotto i miei occhi, ridacchio amaramente, non so nemmeno il perché, ho semplicemente voglia di farlo
Ripenso al mio.. mio passato … e mi rendo conto che

Quelli erano giorni di festa, giorni inevitabili.
è stato corto, ma eravamo felici.
Almeno pensavo che eravamo felici...


Scuoto la testa e mi gratto il capo, come al solito perdo troppo tempo a pensare, ma devo capire che sono cambiato e che non sono più il vecchio io .
Come mi sarei comportato ora, se fossi rimasto come allora? Probabilmente non sarei esistito, avrei vissuto la mia “vita”, ma sarebbe stato come se fossi morto quel giorno..

Se mi giro vedrai le mia lacrime, così triste con le mie spalle verso te.
Non dimenticherò mai. Non cambiare, e rimani come io ti ho amata.



Sospiro ancora una volta, mi accorgo però che la persona che dormiva insieme a me si sta per svegliare.
Mi guardo un ultima volta allo specchio e poi torno a letto, facendo finta di nulla, come se tutto questo non fosse mai successo.

Vivi bene, giovane uomo
Non sei solo, allora mostra il tuo coraggio
Lanciati avanti, dritto.. al di là di questo…
Sarai sorridente e luminoso con i tuoi amici.



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15.07.2009 7.10.2009
If you aren't remembered, then you never existed.


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